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Tutto quello che si richiede agli utenti è di mandare in stampa le proprie email ed aspettare che Google le stampi, le inpili, le spedisca e le consegni. L'utente non doveva fare altro che infilare il cavo a fibra ottica fornito da Google all'interno del gabinetto e… L'app in questione, infatti, si chiama i Pood, e nascerebbe con lo scopo di allenare i bambini ad interagire con la toilette.Lo scherzo deriva anche, e soprattutto, dal gioco di parole tra il termine "i Pood" e la parola "poop", che in inglese significa "cacca".

A corredo della bufala, la Mobile Gazette inserisce l'estratto dell'intervista ad una presunta talpa di nome "Barry", vicina al governo britannico. Ma il sito Google Blogscoped sente subito puzza di pesce d'aprile, e così ribalta le carte creando l'immagine di una schermata di Google Rooms in cui viene mostrata l'ipotetica stanza di Larry Page, co-fondatore di Google.Mountain View annuncia la creazione di un servizio che consentirà di stampare, grauitamente, tutte le mail su carta, allegati compresi.Nel caso di invio di foto, dicono da Big G, la stampa avverrà in alta qualità su carta fotografica. Il primo aprile 2007 Google tentò di darci a bere di aver trovato il modo per offrire gratuitamente e a chiunque la connessione ad Internet. Attraverso l'impiego di un gabinetto e di "linee depurative", che avrebbero consentito una connessione gratuita alla rete con velocità ad 8 Mbit/s (2 Mbps upload) o a 32 Mbps scegliendo la modalità a pagamento. Il primo aprile 2007, sul Make Magazine, compare l'annuncio del rilascio di un app per i Pod che rivoluzionerà l'esistenza di padri e madri troppo impegnati.Il post sul blog ufficiale è volutamente criptico ed anche quelli che ci cascono non riescono a capire fino in fondo che genere di novità stia introducendo Google.Che fosse proprio questo il senso del pesce d'aprile del 2009?

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